EVERYTHING IN EXISTENCE

Solo exhibition
2019

EVERYTHING IN EXISTENCE

Solo exhibition
2019

Fin dalle origini del proprio percorso di ricerca, fuse* ha immaginato modalità espressive in bilico tra arte, scienza e ricerca tecnologica creando nuovi linguaggi per raccontare la natura umana e creare esperienze uniche, capaci di dare un senso di condivisione e partecipazione. Everything in Existence traccia una linea che attraversa e unisce le diverse fasi che hanno caratterizzato questo percorso con quattro installazioni multimediali che portano il pubblico a sperimentare diverse percezioni di realtà, nuovi punti di osservazione per sentirsi parte di qualcosa di più grande. Sentirsi parte di tutto ciò che esiste.

Le opere presenti in mostra sono generate da software che elaborano dati in tempo reale, siano essi ricavati dall’interazione con lo spettatore (Snowfall), dai social networks (Amygdala), dal suono (Clepsydra) o dal software stesso (Multiverse). fuse* crea così un’arte “viva” che si rinnova costantemente in modo sempre diverso stabilendo un rapporto di grande intimità con lo spettatore. Da una parte l’uomo, in tutta la sua vulnerabilità, e dall’altra una presenza misteriosa, estremamente vasta, incomprensibile e affascinante che spinge verso l’ignoto, oltre i limiti del mondo conosciuto. Everything in Existence è stata presentata per la prima all'ARTECHOUSE di Washington DC dal 17 gennaio al 10 marzo 2019. 

Mappa reflect2.24


MULTIVERSE

Per questa occasione speciale, il setup originale di Multiverse è stato cambiato per sfruttare le caratteristiche della galleria principale. Il software è stato modificato per creare una simulazione più larga che coprisse l’intera superficie di proiezione di circa 10 WUXGA in risoluzione. La configurazione audio ha subito anche in questo caso una modifica passando a un sistema surround 7.1 per avvolgere il pubblico arricchendo ancora di più l’esperienza in generale. L’effetto specchiante in questo caso è stato realizzato utilizzando uno strato di tipo di resina epossidica riflettente sul pavimento dello spazio principale.

zebra


AMYGDALA

L’installazione originale ha subito una serie di miglioramenti. Il software sui monitor è stato adattato alla risoluzione 4k mentre il processo di visualizzazione dei tweet sulle colonne LED è stato completamente ripensato per sfruttare la maggiore risoluzione rispetto all’installazione nella sua configurazione originale.

Amygdala Artechouse 003


CLEPSYDRA

La doppia proiezione ultra-wide originale qui è stata ripensata per uno spazio molto più piccolo. Per sfruttare proprio la conformazione della stanza è stato pensato un assetto con due set da tre pannelli di plexiglass che fungono da vere e proprie superfici di proiezione. Queste superfici, una accostato all’altro, creano così un’immagine unica.

Clepsydra Artechouse 002 


SNOW FALL

Anche in questo caso è stato possibile apportare una serie di miglioramenti all’installazione originale grazie ad un upgrade hardware. Il contenuto di Snowfall, infatti, è stato adattato alla risoluzione 4k e, con questo aumento, il software è stato implementato con la possibilità di vedere particolari del volto del pubblico che prima non era possibile vedere.

Snowfall Artechouse 003