MULTIVERSE

Real Time A/V Installation
2018

MULTIVERSE

Real Time A/V Installation
2018

Multiverse è una installazione audiovisiva che esplora l’evoluzione di infiniti universi possibili tramite l’utilizzo di grafiche e suoni generativi che sfruttano la teorizzazione dell’esistenza del cosiddetto multiverso: un sistema composto da un infinito numero di universi che coesistono parallelamente fuori dal nostro spazio-tempo.
L’installazione pone le sue fondamenta proprio su questo concetto e, attraverso la creazione di una successione di quadri digitali generati in tempo reale, tenta di rappresentare l’eterna nascita e morte di infiniti universi paralleli.Img 1 multiverseLa teoria del multiverso di Lee Smolin, fisico teorico statunitense, ci ha aiutato a creare un contesto narrativo scientificamente coerente. Per Lee Smolin il nostro universo è solo uno di un cosmo molto più grande (il multiverso), membro di una comunità crescente di universi, ciascuno dei quali nato dal collasso seguito la formazione di un buco nero. Durante questo evento i valori di determinati parametri liberi delle leggi fisiche vengono riprogrammati e leggermente modificati. Questo processo porta ad una immagine rivoluzionaria di un multiverso dove gli universi con più buchi neri hanno maggiori discendenti. Smolin conclude che, a causa di questa Selezione Cosmologica Naturale, il nostro universo si trova in questa precisa configurazione ed è nato seguendo proprio questo meccanismo; anche l’esistenza della terra e di noi stessi, quindi, è in parte casuale, ma allo stesso tempo il risultato di una evoluzione infinita di altri universi. La possibilità di vita nel nostro universo viene vista, quindi, come la conseguenza di un processo auto-organizzato. IMG 2 MUTLIVERSEMultiverse infatti mira a creare un rapporto di grande intimità con lo spettatore pur volendo mantenere le gerarchie tra i due protagonisti. Da una parte l'effimera e vulnerabile figura umana e dall'altra parte qualcosa di estremamente vasto, incomprensibile e quasi impenetrabile come l'universo.

In Multiverse il ruolo di “creatore” spetta al software, un’applicazione sviluppata in openFrameworks che gestisce la generazione delle varie scene visualizzate e che si interfaccia con Ableton live e Max/MSP per la produzione della soundtrack e del sistema generativo sonoro. Ogni quadro digitale rappresenta una tappa del percorso evolutivo di un multiverso il quale si evolve attraverso una serie di passaggi chiave teorizzati da Smolin. In particolare si parte dal presupposto che il collasso gravitazionale di materia non finisca in una singolarità di un buco nero ma questa dia vita a un cosiddetto universo-figlio. Mentre le leggi fisiche della simulazione rimangono le medesime ogni volta che questi eventi avvengono vi sono dei piccoli cambiamenti randomici dei valori dei parametri delle leggi fisiche durante il rimbalzo che porta all’origine di un nuovo universo che ha leggere differenze nelle sue proprietà fondamentali.

Le simulazioni particellari che si mostrano allo spettatore nascono attraverso la realizzazione di un ambiente simulato ad hoc che ci ha permesso di sperimentare diverse regole di movimento e di relazione con l’ambiente. In particolare le particelle reagiscono tra loro e con l’ambiente circostante andando a modificare quelle che sono le informazioni percepite attraverso la modifica di un campo vettoriale che archivia i valori all’interno di uno spazio voxel. La strategia ha coinvolto l’utilizzo massiccio di programmi shader che permettono di massimizzare le prestazioni hardware e ottimizzare la pipeline grafica sulla GPU.
IMG 6 MULTIVERSE
IMG 7 MULTIVERSE
Ogni scena però non si ripete uguale a se’ stessa, terminata, infatti,  la sequenza di passaggi e trascorsi quindi trenta minuti, si ripropone uno scenario simile all’inizio della prima scena ma che in realtà porta in dote le informazioni genetiche del precedente passaggio evolutivo ed esplora nuove possibilità attraverso una modifica dei cosiddetti parametri fondamentali. La natura generativa del sistema permetta la creazione di infinite variazioni che ciclicamente si susseguono durante la vita dell'opera.

L’installazione è composta da una proiezione verticale di 7,5 metri, mentre due grandi superfici specchianti generano un riflesso infinito dell’immagine verso il cielo e verso il centro della terra. L’obiettivo è quello di aumentare la percezione del reale dando così la sensazione che l’installazione vada oltre le pareti fisiche proiettandosi in uno spazio sconfinato.IMG 8 MULTIVERSE3L'installazione è stata realizzata per la prima volta a BDC28, una chiesa sconsacrata nel centro storico di Parma. Borgo delle Colonne 28 è il quartier generale di BDC, un centro dedicato all'arte contemporanea fondato da Lucia Bonanni e Mauro Del Rio che ha giocato un ruolo significativo nel progetto diventando co-produttore dell'opera.

Produzione: fuse*, BDC - Bonanni Del Rio Catalog
Direzione Artistica, Produzione Esecutiva: Mattia Carretti, Luca Camellini
Concept: Mattia Carretti, Luca Camellini, Samuel Pietri, Riccardo Bazzoni
Software Artists: Luca Camellini, Samuel Pietri
Sound Design: Riccardo Bazzoni
Hardware Engineering: Matteo Mestucci
AllestimentoFiera Srl
Video Report: Matteo Torsani
Photo Report: Emmanuele Coltellacci